Calcola Trapasso Auto

Calcolatore costo passaggio di proprietà N° 1 in Italia

Passaggio di proprietà auto oltre 60 giorni: sanzioni, interessi e come regolarizzarlo

Passaggio di proprietà oltre i 60 giorni

Passaggio di proprietà auto oltre 60 giorni: sanzioni, interessi e come regolarizzarlo

Hai acquistato un’auto ma ti sei accorto che il passaggio di proprietà non è stato registrato entro 60 giorni? Oppure hai comprato una vettura tempo fa e non hai mai completato la pratica al PRA?

La buona notizia è che il passaggio di proprietà può essere regolarizzato anche dopo la scadenza dei 60 giorni. Il problema è che, oltre ai normali costi del passaggio, possono essere dovuti una sanzione per il ritardato pagamento dell’IPT e gli interessi legali.

Il termine dei 60 giorni è quindi importante, ma superarlo non significa che l’auto non possa più essere intestata al nuovo proprietario. Significa semplicemente che la pratica viene considerata tardiva e deve essere regolarizzata.

Vediamo cosa succede realmente, quanto si rischia di pagare e come fare il passaggio di proprietà di un’auto oltre i 60 giorni.

Dopo quanti giorni il passaggio di proprietà diventa tardivo?

Per un normale trasferimento di proprietà, la richiesta di trascrizione al PRA deve essere presentata entro 60 giorni dalla data in cui è stata autenticata la firma del venditore sull’atto di vendita.

Questo dettaglio è importante perché il termine non si calcola semplicemente dalla data in cui hai consegnato i soldi o preso possesso dell’auto. Il riferimento è la data dell’autentica della firma del venditore riportata nell’atto.

Entro i 60 giorni la pratica viene effettuata nei termini previsti e non sono dovute le sanzioni per il ritardato pagamento dell’IPT. Dal 61° giorno, invece, la registrazione è tardiva e per regolarizzarla bisogna versare, oltre all’IPT, anche la relativa sanzione e gli interessi legali.

Cosa succede se faccio il passaggio dopo 60 giorni?

La prima cosa da sapere è che non devi rifare necessariamente la compravendita.

Se l’atto di vendita è stato regolarmente sottoscritto e autenticato, puoi procedere con la trascrizione tardiva al PRA. Non esiste quindi un termine oltre il quale diventa impossibile intestarsi l’auto.

Il problema riguarda principalmente la tardività della registrazione e il pagamento dell’IPT.

L’ACI specifica infatti che il passaggio di proprietà può essere richiesto anche dopo i 60 giorni, pagando l’IPT dovuta, la sanzione per il ritardato pagamento e gli interessi legali calcolati sulla sola IPT.

In altre parole, se hai dimenticato di fare il passaggio oppure hai lasciato trascorrere il termine per qualsiasi altro motivo, la soluzione non è aspettare ancora: conviene regolarizzare la situazione il prima possibile.

Quanto si paga di sanzione per un passaggio oltre 60 giorni?

Qui c’è un aspetto importante da conoscere perché la disciplina delle sanzioni è cambiata.

Per gli atti che sono diventati tardivi a partire dal 1° settembre 2024, la sanzione ordinaria per il ritardato pagamento dell’IPT è pari al 25% dell’imposta dovuta.

Per gli atti che erano già scaduti entro il 30 agosto 2024 continua invece ad applicarsi il precedente regime con sanzione ordinaria del 30%.

La sanzione, inoltre, può essere ridotta in funzione della durata del ritardo.

Se il pagamento viene regolarizzato entro 90 giorni dalla scadenza, la sanzione ordinaria viene ridotta della metà. Per gli atti soggetti al regime del 25%, quindi, la sanzione ordinaria ridotta diventa pari al 12,5% dell’IPT.

Per i ritardi ancora più brevi sono previste ulteriori riduzioni e, in presenza dei requisiti, è possibile utilizzare il ravvedimento operoso per ridurre ulteriormente la sanzione.

Questo significa che non è corretto dire semplicemente che “dopo 60 giorni si paga il 25% in più”. L’importo effettivo della sanzione dipende da quanto tempo è trascorso dalla scadenza e dall’eventuale applicazione del ravvedimento operoso.

Come funziona il ravvedimento operoso?

Il ravvedimento operoso permette di regolarizzare spontaneamente il ritardo pagando una sanzione ridotta rispetto a quella ordinaria.

La riduzione è maggiore quando si interviene rapidamente. Per esempio, nel periodo immediatamente successivo alla scadenza la sanzione può essere ulteriormente ridotta rispetto alla già prevista riduzione per il ritardo breve.

Per i ritardi compresi tra il 61° e il 75° giorno, quindi nei primi 15 giorni successivi alla scadenza, ACI prevede una specifica riduzione della sanzione. Sono poi previste ulteriori modalità di calcolo per i ritardi fino a 30, 90 giorni e oltre, arrivando a specifiche riduzioni anche quando il pagamento avviene dopo un anno.

È proprio per questo motivo che, quando ci si accorge di avere un passaggio di proprietà in ritardo, è conveniente regolarizzarlo subito anziché aspettare.

Gli interessi sul passaggio di proprietà come vengono calcolati?

Oltre alla sanzione sono dovuti gli interessi legali.

La cosa importante è che gli interessi non vengono calcolati sull’intero costo del passaggio di proprietà e nemmeno sulla sanzione. Gli interessi legali sono dovuti sulla sola IPT.

Il tasso degli interessi legali viene stabilito annualmente dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. Per il 2026 è stato fissato all’1,60% annuo, con decorrenza dal 1° gennaio 2026. citeturn6view1

Se il periodo di ritardo comprende più anni, il calcolo deve tenere conto dei diversi tassi legali applicabili nei rispettivi periodi.

Per questo motivo gli interessi, soprattutto per ritardi relativamente brevi, incidono generalmente molto meno rispetto alla sanzione sull’IPT. La voce più importante da considerare resta quindi la sanzione, il cui importo dipende dall’entità dell’IPT e dalla durata del ritardo.

Un esempio: passaggio di proprietà dopo 100 giorni

Facciamo un esempio semplice per capire quanto può incidere il ritardo.

Supponiamo che l’IPT dovuta per il veicolo sia di 196 euro e che il passaggio venga effettuato al 100° giorno dalla data dell’autentica della firma.

Il termine ordinario era di 60 giorni, quindi il ritardo è di 40 giorni.

Per un atto soggetto al regime attuale, la sanzione ordinaria è del 25% dell’IPT, ma poiché il ritardo non supera 90 giorni, la sanzione viene ridotta della metà. In questo caso la sanzione sarebbe quindi pari al 12,5% di 196 euro, cioè 24,50 euro.

A questa somma vanno aggiunti gli interessi legali calcolati sulla sola IPT. Se, per semplicità, consideriamo 40 giorni di ritardo interamente nel 2026 e utilizziamo il tasso legale dell’1,60%, gli interessi sarebbero di circa 0,34 euro.

In questo esempio, quindi, la sola maggiorazione dovuta per sanzione e interessi sarebbe di circa 24,84 euro, oltre ai normali costi del passaggio di proprietà.

L’esempio è puramente indicativo: il calcolo effettivo dipende dalla data dell’atto, dal periodo di ritardo, dall’IPT effettivamente dovuta e dall’eventuale applicazione del ravvedimento operoso.

Chi deve pagare la sanzione per il passaggio tardivo?

Dal punto di vista fiscale, il soggetto obbligato al pagamento dell’IPT e alla trascrizione del passaggio è l’acquirente del veicolo.

Questo significa che, anche se tra venditore e acquirente è stato concordato privatamente che determinate spese saranno sostenute dal venditore, nei confronti dell’amministrazione il soggetto tenuto alla trascrizione e al versamento dell’IPT è l’acquirente. citeturn6view2

È quindi il nuovo proprietario che deve preoccuparsi di regolarizzare il passaggio quando la registrazione non è stata effettuata nei termini.

Ci sono anche sanzioni del Codice della Strada?

Sì, ed è importante non confondere questo aspetto con la sanzione fiscale sull’IPT.

L’articolo 94 del Codice della Strada prevede una sanzione amministrativa per chi non osserva le disposizioni relative agli aggiornamenti conseguenti al trasferimento di proprietà. Il testo attualmente riportato da ACI indica una sanzione da 727 a 3.629 euro.

Inoltre, se si circola con un veicolo per il quale non è stato richiesto nei termini l’aggiornamento previsto, l’articolo 94 prevede una specifica sanzione da 363 a 1.813 euro e la carta di circolazione può essere ritirata fino alla regolarizzazione. citeturn7view0

Questo però non significa che, trascorsi automaticamente i 60 giorni, venga automaticamente addebitata una multa di 727 euro.

La sanzione amministrativa del Codice della Strada riguarda l’accertamento della violazione. La regolarizzazione tardiva al PRA, invece, comporta il pagamento dell’IPT, della sanzione per il ritardato pagamento dell’imposta e degli interessi legali secondo le modalità previste per la tardiva registrazione. ACI tratta infatti distintamente questi due aspetti. citeturn6view0turn7view0

Come regolarizzare un passaggio di proprietà scaduto

Se ti accorgi di essere oltre i 60 giorni, la cosa più semplice è rivolgersi a uno Sportello Telematico dell’Automobilista, a un ufficio PRA oppure a un’agenzia di pratiche auto.

La pratica viene presentata come registrazione tardiva e vengono calcolati gli importi dovuti in relazione alla data dell’atto.

Non conviene cercare di rifare semplicemente l’atto di vendita con una data nuova per evitare il ritardo. La data dell’autentica della firma è infatti quella che determina il termine per la trascrizione e il corretto calcolo della tardività.

Se possiedi ancora l’atto di vendita e la documentazione del veicolo, è opportuno portarli con te insieme ai documenti personali richiesti per la pratica.

La documentazione normalmente necessaria comprende il Documento Unico del veicolo, l’atto di vendita e i documenti dell’acquirente, oltre agli eventuali documenti richiesti per la specifica situazione. In caso di documentazione mancante possono essere necessarie procedure aggiuntive.

Quanto costa complessivamente un passaggio dopo 60 giorni?

Il costo finale non è uguale per tutte le auto.

La voce più importante è l’IPT, il cui importo dipende dalle caratteristiche del veicolo e dalla provincia di residenza dell’acquirente. A questa si aggiungono i normali costi della pratica, come emolumenti ACI, imposte di bollo e diritti previsti per il rilascio del Documento Unico. citeturn6view2

Quando il passaggio è tardivo bisogna poi aggiungere la sanzione sull’IPT e gli interessi legali.

Per questo motivo non è possibile indicare una cifra unica per “il passaggio dopo 60 giorni”. Un’auto con un’IPT di 150 euro e una con un’IPT di 600 euro, ad esempio, avranno una sanzione molto diversa anche a parità di giorni di ritardo.

Prima di andare allo sportello è quindi utile conoscere almeno la potenza dell’auto e la provincia di residenza dell’acquirente.

Passaggio di proprietà mai fatto: cosa succede se sono passati mesi o anni?

Anche se sono passati molti mesi o addirittura diversi anni, la situazione può essere regolarizzata.

In questo caso è ancora più importante non rimandare. Con il passare del tempo possono cambiare i tassi degli interessi legali applicabili ai diversi periodi e, soprattutto, può diventare più complesso ricostruire correttamente la documentazione dell’operazione.

Il ravvedimento operoso può consentire, in determinate condizioni, di beneficiare di una sanzione ridotta anche per ritardi molto lunghi. ACI prevede regole specifiche per i pagamenti effettuati dopo 90 giorni, dopo un anno e, per gli atti soggetti al vecchio regime, anche dopo due anni.

Se invece il problema non è soltanto il ritardo, ma manca l’atto di vendita, il venditore non è più reperibile oppure esistono più passaggi di proprietà non registrati, la procedura può diventare diversa e deve essere valutata in base alla situazione del veicolo.

Conviene aspettare o fare subito il passaggio?

Aspettare non porta alcun vantaggio.

La sanzione può aumentare con il trascorrere del tempo e si continuano a maturare gli interessi sulla somma dovuta. Inoltre, finché la situazione non viene regolarizzata, nei registri e negli archivi collegati al veicolo possono risultare dati non aggiornati.

Il problema può diventare particolarmente fastidioso quando si decide di vendere nuovamente l’auto, perché la situazione deve essere prima ricostruita e regolarizzata.

Se hai scoperto che il passaggio è scaduto da pochi giorni, quindi, è proprio questo il momento migliore per intervenire: le riduzioni previste per i ritardi brevi possono limitare sensibilmente la sanzione.

Domande frequenti sul passaggio di proprietà dopo 60 giorni

Posso fare il passaggio di proprietà dopo 60 giorni?

Sì. Il passaggio può essere registrato anche dopo la scadenza dei 60 giorni. Dovrai però pagare, oltre all’IPT e ai normali costi della pratica, la sanzione prevista per il ritardato pagamento e gli interessi legali sulla sola IPT.

Dopo 60 giorni pago automaticamente il 25% in più?

Non necessariamente. Il 25% è la sanzione ordinaria prevista per gli atti divenuti tardivi dal 1° settembre 2024, ma la sanzione può essere ridotta in base alla durata del ritardo e può essere ulteriormente ridotta attraverso il ravvedimento operoso.

Gli interessi vengono calcolati sull’intero costo del passaggio?

No. Gli interessi legali per il ritardato pagamento dell’IPT vengono calcolati sulla sola IPT, non sulla sanzione e non sull’intero costo della pratica.

Chi paga la sanzione per il passaggio tardivo?

L’acquirente è il soggetto tenuto alla trascrizione al PRA e al pagamento dell’IPT. Eventuali accordi tra venditore e acquirente sulla ripartizione delle spese non modificano il soggetto obbligato nei confronti dell’amministrazione. citeturn6view2

Cosa succede se sono passati diversi anni?

Il passaggio può comunque essere regolarizzato. In presenza dei requisiti può essere possibile utilizzare il ravvedimento operoso, con una riduzione della sanzione che varia in base al tempo trascorso.

Il passaggio tardivo rende l’auto illegale?

Non è corretto dire che l’auto diventa automaticamente “illegale” dopo 60 giorni. Il problema è che il trasferimento non è stato registrato nei termini previsti e possono applicarsi sanzioni e conseguenze previste dalla normativa. In caso di controllo sulla strada possono inoltre applicarsi le sanzioni previste dall’articolo 94 del Codice della Strada. citeturn7view0

Considerazione finale

Se il passaggio di proprietà dell’auto è stato effettuato oltre i 60 giorni, non è necessario farsi prendere dal panico e, soprattutto, non bisogna pensare che sia ormai impossibile regolarizzare la situazione.

La procedura può essere effettuata anche in ritardo, ma oltre ai normali costi del passaggio bisogna considerare la sanzione per il ritardato pagamento dell’IPT e gli interessi legali.

Per gli atti divenuti tardivi dal 1° settembre 2024 la sanzione ordinaria è pari al 25% dell’IPT, con riduzioni previste per i ritardi più brevi e ulteriori riduzioni in caso di ravvedimento operoso. Gli interessi, invece, vengono calcolati esclusivamente sulla somma dell’IPT e il loro tasso viene stabilito annualmente. Nel 2026 il tasso legale è pari all’1,60%. citeturn6view0turn6view1

Se hai un passaggio di proprietà in ritardo, il modo più semplice per capire quanto potresti spendere è partire dal costo dell’IPT relativo alla tua auto e alla tua provincia.

Utilizza il nostro calcolatore del passaggio di proprietà per conoscere il costo dell’operazione e avere un riferimento prima di procedere con la regolarizzazione.

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *